giovedì 25 novembre 2010
S'ei piace,ei lice
Stavamo sdraiati,con lo sguardo perso in quell'iperuranio voltato a botte.Il vento scompigliava i tuoi capelli corvini; i tuoi occhi erano più freddi delle immense distese di ghiaccio.
-stasera faremo l'amore,e a te piacerà-
Queste furono le premesse della storia d'amore più bella e breve di sempre.Io con il ventre stropicciato sotto la seta rosa,e tu con le tue mani grinzose e possenti.Questo eravamo,due sconosciuti gettati in un lurido giardino pubblico,ognuno immerso nella propria solitudine sconfinata.
domenica 14 novembre 2010
Picaresque
Impalpabili braccia tingono il mio crine abbandonato alla salsedine cristallizzata dalla notte,obliterando il mio ancestrale lamento mi attorniano,repentinamente mi intrappolano vincolando la ragione del mio essere all'inchiostro che fuoriesce da un ramo di plastica.Il vetro si schianta,la pioggia resuscita plasmando corpi dai movimenti sincopati,punteggiando le assenze delle mie giornate che affondano in uno sbadiglio.Sudore e mascara errano sul cotone vergine mentre inerte abbandono il mio sguardo nel violaceo crepuscolo.
Infarto d'autore
Una manciata di ricordi stantii sono sbriciolati nel cesto del pane.Arriva una mano,scura ed impregnata di sommessa dolcezza.Afferra con cautela le briciole,le avvicina alle labbra e le impregna di saliva.Mangia i miei dolori,dissetati dei miei fluidi,guarisci gli screzi della mia pelle.
3 gocce di sabbia
Fuggiva.Non scappava.Fuggiva.L'acqua rifletteva la luce,polverosa di nebbia.I binari erano lucidi e correvano lontan,oltre i suoi pensieri senza darle tregua l'avvolgevano,di demoni disegnati,graffiti emorragici che scorrevano sotto le sue occhiaie.Che bella lama,la chiave dorata che apre tutte le porte.Dammela,fammela scivolare in mezzo alle dita,in mezzo alla carne,squarciami ed apri il mio cancello.
Una goccia per dormire
Una goccia per fuggire
Una goccia per guarire
La iota sottoscritta
Carne,putrida e pesante.E' qui nella notte,si staglia nelle mie viscere infette di anni bagnati.Parole,capelli sporchi,fumo tra la stoffa ed una lampada blu,potrei riassumermi così.Il senso di colpa è nel mio letto,vomita emicranie polverose.Riaperto.Quel solco calcificato di osso duro,il collo senza aria,trachea spappolata,colon sull'asfalto.Fammi morire,fammi volare da lei.Buonanotte,vorrei poterlo urlare come un muezzin che richiama alla preghiera i fedeli.Era tutto chiuso nel catasto.Poi una burrasca,il cielo plumbeo,una piena salata mi ha invasa.Scopami e curami.La iota sottoscritta esiste,è una presenza materica incisa proprio in mezzo al culo dell'omega eppure nessuno la pronuncia.
Pronunciatemi,senza timore.
lunedì 8 novembre 2010
chiave di sol
Quattro quarti. Diesis in chiave;il fa è un classico. Inzia ,accordo di sol,poi il pedale,forte s’intende. A discrezione del suonatore,o almeno così dice .Ecco,lo sento che arriva,un dialogo ossequioso,destra e sinistra si alternano e poi si intrecciano in un sublime climax armonico .Poi rallenta,variazione di tema,un bequadro piantagrane pare deviare le assonanze dolcissime ma ripeto,VARIAZIONE DI TEMA,suvvia!Ritorna alla partenza,poi una pausa;la cassa armonica rimbomba sorda,la chiave di basso è giunta ad annebbiare il cristallino allegretto,ma è solo una nube passeggera,poi la primavera torna a rintoccare serena nella mia mente. Una continua progressione di vibrazioni ininterrotta mi sta conducendo verso la fine;rallento, dilato una pausa, poi una legatura di valore,un accordo mi dà l’arrivederci,alla prossima Morte.
giovedì 14 ottobre 2010
CAZZO
Scivola,con fare insolitamente timoroso,la mia mano come un vascello solitario alla deriva.Sulla tua schiena. E il tuo retro,indescrivibile piacere che si moltiplica e si espande mentre imperterrita incedo sulla tua schiena di bruna bellezza.Si intaglia nella mia mente il tuo sentore,brandelli di profumo mi cullano,sono qui,accanto a me nel nostro letto.Sento il mio corpo fremere per la lontananza,manca la tua pelle che scorre sulla mia,la liscia,la scalda.Rifuggo il vuoto,la geografia,le paranoie.Rifuggo il ricordo di questa sera,una banalità ci allontana,ci incattivisce.Vorrei chiudere gli occhi e trovarti adagiata sull’altra metà del cuscino,sentire le tue mani qui,sul mio corpo,nel mio corpo,mentre mi accarezzi dentro e fuori,mentre cancelli le mie paura.Cazzo.Vorrei poter cancellare i problemi dal mondo e scrollarmi di dosso le incomprensioni,sorriderti e fingere che non sia accaduto nulla.Invece cade una lacrima,stoica,amara,viscida e tu sei lontana,nuoti fra mille pensieri ai quali non posso dare nome.Tortura.Mi tortura l’idea di non sapere cosa vortica nella tua mente,mentre quello che sta nella mia non me lo posso scollare.
mercoledì 15 settembre 2010
SBIADITO
lunedì 29 marzo 2010
MIELE DI CACTUS
21 marzo 2010
Per quel sudicio treno,che squarciando la nostra distanza lascia dietro di sé una striscia di angoscia,arriccia la mancanza di te,stordisce il natural scrorrere degli eventi ed inganna la razionalità. Mi hai colpita,come un dardo al centro della mela ed io ti.Ti ma è troppo forte,ti ma ho paura,ti ma è troppo presto.Presto rispetto a cosa poi,mi chiedo.Il tempo altro non è che una stupida convenzione creata dagli esseri umani ed io,ti devo confessare un segreto,con questi esseri grigi e privi di sogni,ho poco da spartire.E se improvvisamente decidessi che ogni secondo che passa in realtà sia un intero anno?Perchè con te,il tempo non esiste.Quando non ci sei non scorre mai,quando sei con me basta un battito di ciglia,e scompare.Dunque non aver paura”che sia troppo presto per”,buttati su di me,ti prenderò,lo prometto,ti solleverò nel mio palmo e non stringerò,lascerò filtrare i raggi migliori,e purificherò l’aria per te.Solo per te,nessun’altro.Perchè io ti.
