giovedì 14 ottobre 2010

CAZZO

22 settembre 2010
Scivola,con fare insolitamente timoroso,la mia mano come un vascello solitario alla deriva.Sulla tua schiena. E il tuo retro,indescrivibile piacere che si moltiplica e si espande mentre imperterrita incedo sulla tua schiena di bruna bellezza.Si intaglia nella mia mente il tuo sentore,brandelli di profumo mi cullano,sono qui,accanto a me nel nostro letto.Sento il mio corpo fremere per la lontananza,manca la tua pelle che scorre sulla mia,la liscia,la scalda.Rifuggo il vuoto,la geografia,le paranoie.Rifuggo il ricordo di questa sera,una banalità ci allontana,ci incattivisce.Vorrei chiudere gli occhi e trovarti adagiata sull’altra metà del cuscino,sentire le tue mani qui,sul mio corpo,nel mio corpo,mentre mi accarezzi dentro e fuori,mentre cancelli le mie paura.Cazzo.Vorrei poter cancellare i problemi dal mondo e scrollarmi di dosso le incomprensioni,sorriderti e fingere che non sia accaduto nulla.Invece cade una lacrima,stoica,amara,viscida e tu sei lontana,nuoti fra mille pensieri ai quali non posso dare nome.Tortura.Mi tortura l’idea di non sapere cosa vortica nella tua mente,mentre quello che sta nella mia non me lo posso scollare.

mercoledì 15 settembre 2010

SBIADITO


 8 settembre 2010
Così,all’improvviso i ricordi mi si stagliano nella mente,come uno scorcio di cielo azzurro che fa capolino tra le pesanti nubi.Quel parco,Londra ovviamente.Quel parco,sì,del quale non ricordo il nome,sbiadito,confuso,i contorni sono verdi,i cancelli dorati e il mio sorriso è bianco.Un accordo swingato danza rapidamente tracciando il percorso da seguire,It’s such a perfect day.E lo era sicuramente,uno dei tanti spensierati e pensierosi pomeriggi stravolti gettati al vento.Quelle immagini se ne stanno andando,stanno abbandonando progressivamente la mia mente e tu invece sei permeata dentro di me,ti sei sostituita a tutte le bellezze precedenti diventando il primato.Sei bella,a tal punto che le parole non bastano per descriverlo.Frase banale,quasi scontata ma talmente vera che mi spiazza.Ho perso il resto,ed ho trovato te.Ottimo compromesso mi pare.

lunedì 29 marzo 2010

MIELE DI CACTUS

21 marzo 2010

Per quel sudicio treno,che squarciando la nostra distanza lascia dietro di sé una striscia di angoscia,arriccia la mancanza di te,stordisce il natural scrorrere degli eventi ed inganna la razionalità. Mi hai colpita,come un dardo al centro della mela ed io ti.Ti ma è troppo forte,ti ma ho paura,ti ma è troppo presto.Presto rispetto a cosa poi,mi chiedo.Il tempo altro non è che una stupida convenzione creata dagli esseri umani ed io,ti devo confessare un segreto,con questi esseri grigi e privi di sogni,ho poco da spartire.E se improvvisamente decidessi che ogni secondo che passa in realtà sia un intero anno?Perchè con te,il tempo non esiste.Quando non ci sei non scorre mai,quando sei con me basta un battito di ciglia,e scompare.Dunque non aver paura”che sia troppo presto per”,buttati su di me,ti prenderò,lo prometto,ti solleverò nel mio palmo e non stringerò,lascerò filtrare i raggi migliori,e purificherò l’aria per te.Solo per te,nessun’altro.Perchè io ti.

martedì 9 marzo 2010

Came without a reason

20 FEBBRAIO 2010
Il tavolo umido.Ricordo ancora come ogni mattina adorassi farmi penetrare quell'umidiccio legname e percepire il sentore d tutte le persone che prima di me amarono quel giardino.Mi manca la porta blu, con quel dorato number one tatuato nel mezzo.Mi manca il rintocco profondo del vecchio pianoforte accompagnare ogni scroscio d'acqua.Sento ancora il cigolare dei gradini,di vittoriana vecchiaia,di giovanili avventure.Mi manca sgorgare tra centinaia di menti sulla linea più caotica,rincorrere un treno e rifiugiarmici senza respiro,abbracciando goffamente un caffè e reggendo un quotidiano.Se chiudo gli occhi posso ancora vedere il cestino della sigaretta pre lavoro,giusto a metà strada tra casa ed il Dairy.L'odore del gelato stanzia ancora nelle mie narici,mi lego i capelli e varco lo sportello,penna alla mano e leste gambe.Fuck off babe,I miss every single second of my english summer

venerdì 1 gennaio 2010

RESCUE ME

Gli abbracci di Clara,i pirli di Citta,,la panchina del 12 settembre,le ultime sigarette della giornata,le passeggiate a south bank,il gay pride,le telefonate con Marcela,le chiacchierate interminabili con Nico,le serate al b@one,il concerto dei modena,il primo giorno di scuola,il payday del dairy cafe,lo shopping a primark,il profumo di Carrara,Riminilatina,il 19 giugno,i nuovi incontri,ferragosto,la festa della radio,i martedì sera al Lio,il sorriso della Greta,le battute della eli,il coming out,gli sguardi della Laura,il rocky horror picture show,il ponte di hammersmith,lo smarrimento notturno per Purney,le giornate londinesi con Clara,il 5 settembre,quel ti amo mai detto,la gibson diavoletto,il 22 febbraio,la Bea.

mercoledì 16 dicembre 2009

SOMETIMES I FEEL A KIND OF WARM SENSATION DEEP INSIDE

16 dicembre 2009

Quando annaspando nell’oscurità intrappolata tra quattro mura si riusciranno ad evitare tutti gli spigoli,quando si conoscerà la distanza esatta tra la porta ed il suo stipite,quando si scavalcheranno tutti gli ostacoli con assoluta certezza,allora si potrà chiamar quel luogo casa.

venerdì 27 novembre 2009

THIS IS A PICCADILLY LINE SERVICE TO COCKFOSTER

28 novembre 2009

Miocardio duole,di umidi ricordi estivi.Un giardino,manciata di sorrisi tra le corde di una chitarra,frasi improvvisate in mille lingue.Le parole non sono poi così rilevanti quando gli occhi raccontano la tua storia e mentre la sera non divenuta ancora abitudine ci invitava a calare gli occhi,io ti sentii pulsare,cuore.E’ dura,sembra stupido ma manca quasi quanto una presenza fisica nella mia vita,manca lo sporco grigiore di un binario,mind the gap,non caderci amico,questa donna non perdona,non lascia scampo,è ovunque,ogni canzone parla di lei,ogni lettera solleva il suo multietnico sentore che spazia in tutti i tuoi anfratti.Un sogno non si rivive,una volta morto è come un giornale precipitato dentro ad un pozzzo,fradicio,in decomposizione.morto.

CRINE ERRANTE

26 novembre 2009

Il vento violò le caduche tende,una salata brezza notturna eccitava la lastra marina,lontano un ragazzo trascinava le sue gambe stanche abbracciando una vecchia chitarra.Vagava,senza meta,nella terra di nessuno,straniero su ogni polvere,la bocca secca,non era stata dischiusa da troppo tempo.Perchè quando sei uno sporco sognatore nessuno ti si accosta,nessuno rivolge la parola ad un uomo errante con pacchi di storie nella bisaccia.Dalla finestra della sua statica camera Lucia lo vide.Lei,ragazza prodigio,costretta dal padre a suonare il violino fin dalla tenera età.Con questa innaturale imposizione lui aveva estirpato dal quel giovine animo l’amore stridente che si sprigiona ad ogni sfregamento dell’archetto sulle corde.Avrebbe voluto fuggire lontano,dove il suo destino non fosse già scritto,avrebbe voluto degli occhi che la capissero.Lasciò come sempre che il suo dolore scappasse dalla finestra suicidandosi sullo strapiombo scoglioso,il mare era grosso,agitato,scuro.E quella notte lo vide.Solcava l’infinità a ritmo del suo respiro,lo sguardo ieratico,le vesti lacere.Al suo passaggio i giunchi fluttuavano sotto il tocco del vento,quasi come inchinandosi per il passaggio del sire.Senza pensare Lucia afferrò la giacca,uscì,lasciando che la notte umida le alzasse la veste e le annodasse il crine.

“Hey tu,dove sei diretto?”-urlò Lucia al ragazzo

Egli proseguì nella sua marcia:non gli apparteneva più la sensazione che si prova ad essere invocati.

“Hey,dico a te sai?Quante persone pensi ci siano nel sentiero sotto il faro nel cuore della notte?!”-ripetè stizzita

Arrestò il suo passo,si voltò e la vide,bella come quella notte d’inverno,il mare argenteo,il sorriso bianchissimo

“Ciao straniera,non te l’hanno insegnato che non si parla agli sconosciuti,specialmente la notte??”-le chiese

“Come ti chiami?”-incalzò Lucia

“E tu,ragazza curiosa,come ti chiami tu?”-

“Lucia,ma non dirlo a nessuno,sarà il nostro segreto”rispose

“Lucia,Lucia Lucia,come mia madre-ripetè con la malinconia che ribolliva nella gola-Hai freddo Lucia?,guarda,la tua pelle dice che hai freddo,tieni-disse porgendole il suo maglione-metti questo,ti terrà al caldo”

Lei sorrise,un semplice gesto,così premuroso,accrebbe in lei il desiderio di fuggire con quel vagabondo.Senza parlare abbandonarono i gradini melmosi del faro,mentre la notte moriva ed un nuovo giorno si faceva avidamente posto tra i boccoli ramati di Lucia ed i riccioli scuri dello straniero.Lentamente i lori piedi avanzarono,senza pensare a nient’altro che non fosse camminare e lasciare che i loro giorni fossero scanditi solo dal battito del loro cuore.

mercoledì 25 novembre 2009

Sole di dicembre

Indescrivibile,oltre l'amore,qui siamo giunti e da qui partiamo.Non ricordo il dolore,non ricordo le liti,non ricordo i difetti,ma annovero tra i tuoi abbracci quello che hai fatto per me.Mi hai protetta,hai dovuto prenderti il peggio di me,hai saputo ricompormi,quando pensavo che mi sarei frantumata.Siamo cresciuti assieme,e proprio stasera,mentre soridevi,ho realizzato che senza di te sarei persa,non reggerei.Sei la mia colonna,nonostante tutto ho bisogno di te,sempre.